Progettare una Vigna
Posted in Il Vigneto on febbraio 16th, 2009 by lowinePrima di progettare un vigneto bisogna valutare tutta una serie di considerazione tecniche ed economiche fondamentali; dovremo stabilire, in base alla tipologia del terreno e del vino che si vuole ottenere, le caratteristiche tecniche dell’impianto.
Il sesto e la densità di impianto, la scelta della varietà, il relativo clone e portainnesto, la forma di allevamento e il conseguente sistema di sostegno, la valutazione colturale sono i punti fondamentali che ogni viticoltore deve decidere prima dell’impianto della sua vigna.
Con il sesto e la densità di impianto definiremo la distanza tra i filari e tra le piante; ad ogni forma di allevamento corrisponde un limite massimo di piante per ettaro oltre il quale diventa pericoloso spingersi; ogni obiettivo qualitativo ha un suo equilibrio tra forma di allevamento e numero di piante per ettaro; ogni area viticola ha delle condizioni pedologiche e climatiche (vedi pioggia) che impongono certi limiti; ogni varietà ha un suo portamento vegetativo che deve esser attentamente considerato.
Non esiste quindi una regola fissa, se non quella di una tendenza ormai assodata ad un miglioramento qualitativo all’aumentare del numero di ceppi per ettaro, a patto però che la produzione per ettaro sia mantenuta costante. Si avrà così una riduzione del quantitativo per vite con un conseguente miglior equilibrio all’interno della pianta.
La scelta della varietà dell’uva e del suo clone da coltivare deve basarsi innanzitutto sul perfetto adattamento del vitigno al suolo, al clima e più in generale all’ambiente (ad es., esposizione, altitudine, ecc.); a questo si devono aggiungere considerazioni sulla qualità organolettica del futuro vino che vogliamo produrre.
La scelta di varietà autoctone, legate al territorio, contribuisce normalmente ad ottenere risultati qualitativi più caratteristici.
Prima dell’impianto e necessario disporre dell’analisi chimico-fisica del suolo: queste informazioni, sommate al numero di viti per ettaro, alla forma di allevamento e alla quantità d’acqua meteorica, ci forniranno gli elementi necessari per orientarsi nella scelta del portinnesto.
Anche la forma di allevamento, realizzata e mantenuta attraverso la potatura invernale, dovrà essere decisa considerando una serie di fattori quali la giacitura del terreno, il tipo di uva e di portainnesto, il sesto di impianto, gli aspetti climatici della zona, la quantità da produrre, la possibilità di meccanizzazione, l’impatto ambientale etc.
Ultimo aspetto, ma di primaria importanza, è la conduzione agronomica del vigneto; oggi sempre più, e di questo ci rallegriamo, si sta sviluppando una “coscienza ambientale” che riporta l’impianto del vigneto all’interno di valutazioni di ordine ambientale e paesaggistico. Le tecniche colturali sono sempre meno invasive, l’uso dei concimi chimici, degli antiparassitari e della chimica in genere è sempre più ridotto e nuove tecniche che rispettano l’ambiente vengono sempre più sviluppate e utilizzate.
La vigna è un elemento distintivo, capace di contribuire ad accrescere il valore dell’ambiente che ci circonda, un patrimonio di tutti, che deve essere tutelato e i “Veri Vignaioli” lo manifestano da diverse generazioni.
Scrivono di noi
Posted in Curiosità on febbraio 10th, 2009 by lowine
Una bella recensione del Progetto Lowine è stata pubblicata oggi sul blog di “Roma nel piatto” la più accurata guida di ristoranti e enogastronomia della capitale.
Nel ringraziare tutto lo staff della guida inviatiamo tutti i Lowiner a leggere l’articolo http://www.romanelpiatto.it/pecoranerablog/articolo.asp?id=71
L’Azienda Palazzone
Posted in Il Territorio on febbraio 8th, 2009 by lowineLa Storia
Monaldo Monaldeschi della Cervara, storico di nobile famiglia orvietana, individua “Il Palazzone” di Rocca Ripesena con quello fatto costruire nel 1299 dal Cardinale Teodorico, in occasione del primo Giubileo, come ospitalis per pellegrini. Nel 1591 troviamo l’edificio ed i terreni iscritti nel “Catasto dei beni della Fabbrica” dell’Opera del Duomo di Orvieto. Oggi il Palazzone ”restaurato” è tornato a offrire ospitalità come vuole la sua tradizione storica.
Alla fine degli anni ‘60 la famiglia Dubini acquista il podere Palazzone iniziando a ristrutturare le case coloniche ed a impiantare i vigneti. Su terreni di origine sedimentaria e argillosa, con una vista emozionante sulla rupe di Orvieto, sono stati impiantati 25 ettari di vigneto per produrre vini di grande complessità e carattere.
A partire dagli anni Ottanta, sotto la guida di Giovanni e Lodovico Dubini, piccole vinificazioni ed imbottigliamenti hanno permesso di compiere esperienze necessarie per arrivare nel 1988, con la costruzione della nuova cantina, a vinificare tutta la produzione e ad organizzare la commercializzazione, facendo diventare “Palazzone” una delle realtà più significative tra i vini dell’Umbria.
Vitigni e vini
I vigneti sono composti da piccole aree con caratteristiche particolari che solo l’esperienza e molte vendemmie permettono di riconoscere e valorizzare. Agli iniziali 18 ettari di Orvieto Classico si è aggiunto un piccolo vigneto di Cabernet da dove nasce l’Armaleo un Rosso dell’Umbria di grande carattere.
Nel 1991 sono stati piantati altri 4 ettari per produrre: Sauvignon per la “Muffa Nobilis”, un vino che attualizza l’antichissima tradizione locale per i vini dolci; “Grechetto” il vitigno autoctono più importante.
Più recentemente sono entrati in produzione 3 nuovi ettari per la produzione anche di uve rosse (Sangiovese e Cabernet.) a completamento della gamma dei vini.
Azienda Agricola Palazzone - Loc.Rocca Ripesena - 05018 Orvieto (TR) - www.palazzone.com
Si inizia!!!
Posted in Curiosità on febbraio 8th, 2009 by lowine
Pronti? VIAAA!!!!
Dopo alcuni mesi, durante i quali ho pensato a definire l’idea di Lowine insieme ai miei collaboratori, siamo pronti ad iniziare con questo blog il progetto per produrre il vino con i Lowiner (speriamo numerosi) che aderiranno.
E’ un percorso che inizierà tra pochi giorni con la potatura invernale dei vigneti prescelti per continuare con tutte le migliori tecniche colturali, per avere a Settembre dell’ottima uva da vinificare insieme.
E poi di nuovo in cantina con le pigiature e le fermentazioni e i successivi affinamenti per arrivare tra un anno ad assaporare il proprio vino.
Tutto questo lavoro sarà documentato su questo blog attraverso articoli, foto e filmati ma per farvi partecipare in modo ancor più diretto alla produzione del vostro vino, vorrei scambiare con voi Lowiner molti commenti e suggerimenti da aggiungere sul blog.
Vi aspetto numerosi per una grande vendemmia 2009.
Il vostro LowineMaker