Protetto: I vigneti di Lowine

Posted in Il Vigneto on gennaio 28th, 2009 by lowine

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Locanda Palazzone

Posted in Il Territorio on gennaio 28th, 2009 by lowine

La residenza storica Locanda Palazzone è circondata dai nostri vigneti sul versante della collina tra la Rocca Ripesena e il Romitorio, ed ha davanti a sé, verso sud-est, un panorama con lo sperone tufaceo di Rocca Ripesena e sulla sinistra la vallata del Paglia con la grande rupe della città di Orvieto sullo sfondo.

locanda palazzoneIn questo luogo dolcemente selvaggio la natura esprime la sua dinamica vitalità mostrandoci le sue antiche creazioni che permangono nel tempo come sculture di un museo naturale: l’atollo di tufo che domina il paesaggio di Rocca Ripesena, testimone di antichi tumulti, stringe un legame con la piattaforma tufacea di Orvieto abbracciando boschi con gigantesche querce e poderosi castagni e colline solcate da dorati vigneti, espressione dell’operosità dell’uomo che vive questi luoghi.

Seduti nel soggiorno della suite, le finestre a bifora saranno la cornice del vostro sguardo che si perde verso l’orizzonte e sarà dolce perdersi nella profondità del paesaggio.

www.locandapalazzone.com

Il Sangiovese

Posted in Il Vigneto on gennaio 28th, 2009 by lowine

Il Sangiovese è il re incontrastato dei vini rossi del centro Italia e la sua fama di alta qualità è tale che ha attratto l’attenzione di molti produttori di California, Argentina e Australia facendolo diventare oggi un vino internazionale.

sangioveseLa storia racconta che l’uva fosse già nota più di 2000 anni fa, utilizzata dagli Etruschi per la produzione di vino. Il nome Sangiovese ha origini “mitologiche”, infatti gli etimologi sostengono che derivi dal Latino Sanguis Jovis, cioè Sangue di Giove e che nel corso degli anni si sia poi trasformato nell’attuale nome.

Il Sangiovese ha una capacità di mutamento molto elevata tanto che oggi si conoscono decine di varietà clonali tutte appartenenti a quest’uva; dividendo a grandi linee in due macro cloni: Sangiovese Grosso e Sangiovese Piccolo utilizzati rispettivamente per le celebri bottiglie di Brunello di Montalcino e di Vino Nobile di Montepulciano.

Il Sangiovese è una varietà d’uva a maturazione tardiva, preferisce terreni con una buona percentuale di sedimenti calcarei capaci di fare esaltare le sue caratteristiche tipiche. Può essere definito come un’uva con capacità colorante media e anche nelle migliori annate, nonostante possa mostrare un colore rosso rubino intenso, la sua trasparenza è piuttosto evidente.

Gli aromi del Sangiovese sono prevalentemente orientati ai frutti rossi (ribes, fragola, ciliegia, lampone) e frutti neri (amarena, mora e prugna). Fra gli aromi floreali la violetta e il più caratteristico seguito dall’aroma di rosa. La principale caratteristica gustativa del Sangiovese è rappresentata dalla sua acidità e dalla presenza di tannini; per questo motivo il vino matura in botte affinando la naturale astringenza migliorando l’equilibrio del vino rendendolo più rotondo e persistente.

BIN ??? !!!

Posted in Curiosità on gennaio 26th, 2009 by lowine

Abbiamo pensato di suddividere i vari lotti del progetto LOWINE in quantità chiamate BIN.

binBIN in inglese “contenitore” veniva usato nei primi anni del 1930 nel mondo anglosassone, dove è nato il commercio del vino, per indicare il numero del contenitore dove era stato conservato il vino prima dell’imbottigliamento.
Il sistema di numerare i contenitori era praticato dai produttori in modo da avere traccia dei vini prodotti nelle varie annate, così come dei vari assemblaggi o vinaggi che venivano realizzati nella cantina o in particolari vigneti.

Questo sistema è oramai divenuto consuetudine fra i produttori del “Nuovo Mondo” tanto da essere ancora molto utilizzato.

Per curiosità visitate il sito di Penfolds il più noto produttore australiano www.penfolds.com/wines/special-bin.asp

Il Grechetto

Posted in Il Vigneto on gennaio 26th, 2009 by lowine

 Uva autoctona dell’Umbria, il Grechetto è la principale varietà utilizzata nei vini bianchi della regione, capace di produrre vini con aromi di grande piacevolezza e buona struttura.

grechettoIl nome Grechetto collega in modo inequivocabile l’origine di quest’uva con la Grecia, unendola alla grande famiglia delle cosiddette “uve greche” introdotte dagli ellenici in tempi passati. In realtà il nome Grechetto sembrerebbe risalire al Medioevo, quando i vini prodotti con quest’uva ricordavano gli aromi e i sapori di quelli provenienti dalle aree orientali del Mediterraneo.

Dal punto di vista enologico il Grechetto è principalmente utilizzato per la produzione di vini bianchi secchi caratterizzati da una struttura medio alta e dal colore che generalmente varia da giallo verdolino fino a raggiungere tonalità di giallo dorato, in funzione del tipo di vinificazione e affinamento effettuato.

Il profilo aromatico del vino prodotto con Grechetto è piuttosto variegato; si ritrovano prevalentemente aromi di frutta fresca (susina, pesca, limone, pera), talvolta anche tropicale (ananas, pompelmo), frutta secca (nocciola) e fiori (biancospino, ginestra)

Il vino Grechetto è generalmente caratterizzato da un pronunciato gusto secco, media acidità, struttura di buon corpo e un finale di gusto persistente. Ha un volume alcolico che varia generalmente dal 12,5% al 13,5%, una quantità spesso necessaria per equilibrare sia la sua acidità che la struttura.

Il Vino ad Orvieto

Posted in Il Territorio on gennaio 24th, 2009 by lowine

La stupenda citta’ medioevale di Orvieto e’ l’epicentro di una delle zone vitivinicole umbre di maggiore rilevanza storica ed economica che si stende sui rilievi collinari alla destra e alla sinistra del torrente Paglia, alla confluenza con il fiume Tevere.

La produzione del vino ad Orvieto risale a tempi antichissimi. I primi abitatori della citta’, gli Etruschi, intuirono che la particolare costituzione del masso tufaceo, caratteristica dell’area orvietana, era favorevole alla lavorazione e alla conservazione del vino.
la nostra grotta di affinamentoNumerosi documenti e aneddoti attestano il gradimento di questo vino nei secoli scorsi. Poeti, scrittori ed uomini insigni ne hanno cantato le lodi. Il fisiologo Paolo Mantegazza lo battezzo’ “oro liquido” per aver allietato le mense illustri di Papi, Cardinali ed aristocratici; il poeta Gabriele D’Annunzio lo defini’ “sole d’Italia in bottiglia” per la fragranza, la forza ed il colore; Papa Gregorio XVI ordino’ addirittura nel testamento di essere lavato con il “vin d’Orvieto” prima di essere sepolto.


Nei tempi seguenti il vino di Orvieto continuo’ ad avere un posto di primo piano nel panorama enologico. Oggi e’ indubbiamente uno dei vini bianchi italiani piu’ conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo.